E'uno spazio virtuale dove tutti si possono incontrare e confrontare nella grande tribù Fisso Smart.
Se il mondo sta andando a "lucciole" o ci impegnamo a cambiarlo o ci andiamo anche noi...
Se sei un tipo pronto sempre a criticare senza muovere un dito ti invito ad uscire dal mio blog,se invece hai voglia di rimboccarti le maniche e metterti a lavorare sodo inizia a progettare con me un nuovo futuro...
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domenica, febbraio 19, 2012
STORIA DI UN MIRACOLO A FORLI'...
Martedì 14 febbraio...ore 19.20...Forlì Centro Storico via Episcopio Vecchio... tutti pensano a dove portare la propria anima gemella a mangiar fuori per la festa degli innamorati. Un parroco, invece, dopo la prima giornata di benedizioni pasquali sta attraversando la strada per andare a cena dalla parrocchia all'istituto della sua congregazione ma c'è qualcosa che non va...e si sente soffocare e incomincia a toccarsi diperatamente il collo cercando con l'ultimo filo di voce che ha di chiedere aiuto. La provvidenza vuole che in quel momento passa di lì, un "senza tetto", che conosce bene il parroco perchè lo ha sempre aiutato nei momenti più duri della sua vita da senza fissa dimora, il suo nome è Mohammed è originario dell'africa del nord ed è mussulmano. Non ci pensa nemmeno un secondo si precipita dal parroco lo prende sù di peso e lo porta all'interno dell'istituto facendo partire la macchina dei soccorsi. Il 118 arriva con le sirene spiegate e "prende per i capelli" il parroco che si presenta in condizioni gravissime...va in coma farmacologico e dli viene diagnosticato un ictus celebrale. Rimane una notte fra la vita e la morte e il giorno dopo migliora miracolosamente.
Questa storia sembra uscita dal libro "cuore" ed invece è successo veramente...
Il parroco è Don Mario Bergomi della parrocchia di S.Biagio affidata ai Salesiani. Mohammed è un povero di Forlì sulla quarantina oggi vive dove gli capita e si appoggia a dormire in questi mesi freddi al centro diurno di San Mercuriale gestito da volontari di Caritas e Papa Giovanni XXiii.
Il miracolo non sta tanto nella guarigione ma nella generosità gratuita di un "senza tetto" (per di più mussulmano) che dichiara che Don Mario( prete cattolico) è suo fratello, perchè gli ha sempre aperto le porte nei momenti di difficoltà e lo ha aiutato con permesso di soggiorno e quant'altro...
E' una storia che dovrebbe fare riflettere coloro che pensano che i "barboni" siano un problema di criminalità organizzata. Se non ci fosse stato Mohammed in quel momento per la strada a soccorrere il parroco, chissà con le montagne di neve ancora accumulate ai bordi delle strade chi avrebbe riconosciuto al buio quella sagoma scura abbandonata e accasciata in mezzo alla neve.
I soccoritori hanno affermato che la tempestività è stata fondamentale per la salvezza del parroco.Un minuto in più e chissà...quale destino avrebbe riservato a Don Mario.
Ora Don Mario è fuori pericolo in cardiologia a Forlì dopo tre giorni di rianimazione.
Questa è una storia di amicizia che testimonia che la diffidenza verso il prossimo (di qualsiasi religione sia) sbarra la strada all'integrazione e al rispetto reciproco verso ogni cittadino di qualsiasi nazionalità.
La paura verso quello che non si conosce blocca,pietrifica ed omette il ruolo che ogni cittadino deve assolvere nei confronti della società odierna.
Aprite le vostre menti, i vostri cuori,le vostre porte al prossimo che vi si presenta davanti e aprirete le porte del regno di Dio,Allah,Budda e pure Geova...chiamateLO pure come volete siate portatori di PACE senza troppi sfronzoli o bandiere inutili...
E li continuano a chiamare BARBONI...
Andrea Ravaldini Fisso Smart
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